👉 Dai sfogo alla tua fantasia 👈
personalizza la tua lavagnetta
📞 Ordini via Whatsapp +39 328 3369779
🌈 scegli i tuoi colori sociali
🛡 inserisci il tuo logo
🛠 scegli il retro
📎 con o senza pinza
💰
...
Un video per tutti gli utenti Premium
Gaetano Gebbia - Proposte tecniche e metodologiche per le prime fasce giovanili.
Le offerte per gli abbonati Premium a Basketcoach non finiscono mai!
Oggi, per chi ha sottoscritto un abbonamento Premium al sito, regaliamo in esclusiva il video della lezione di
...
Da oggi puoi creare la bozza grafica della tua lavagnetta da solo direttamente da questo link! Una volta scelto modello e colori i nostri grafici ti manderanno la bozza definitiva per la stampa e produzione. Prova ora il configuratore!
...
La parte finale di tutto il lavoro è il fondamentale più facile è più difficile da insegnare: il tiro. Il più facile perché potete tenere due ore a tirare anche il più pigro dei giocatori. Il più difficile perché la meccanica del tiro è la più complessa da insegnare. Ogni atleta ha la sua dinamica biomeccanica e quindi dobbiamo avere una grande conoscenza degli eventuali dettagli da analizzare e correggere per insegnare una buona tecnica di tiro. Il primo input per impostare il tiro lo inculchiamo già durante il Ball Handling: nel pre-fondamentale al tiro vogliamo l'estensione completa del braccio che simula di tiro.
TIRO SEMICERCHIO I giocatori disposti a semicerchio ad un metro dal canestro tirano in rapida successione con la sola regola di estendere il braccio per un secondo e mettere la mano dentro la rete del canestro. Alla fine, ruotano in senso orario e sempre in rapida successione tireranno a canestro in rapida sequenza. Far eseguire molti tiri è più importante di molte chiacchiere. È importante che gli atleti effettuino il tiro da un metro di distanza perché così sono obbligati ad eseguire una buona parabola. Il secondo passo è di allontanarsi di un passo: il passo e tiro è il naturale sviluppo per costruire un buon tiro. Chiedete ai vostri allievi di tenere il braccio disteso verso canestro per qualche secondo, così facendo elimineremo il difetto di finire il tiro sbracciando in modo scomposto. La mano che rilascia la palla deve finire dentro il canestro! Ora è già momento di mettere pressione ai tiratori: dopo tre errori consecutivi tutti sprintano a metà campo.
Non è crudeltà ma necessità di creare la pressione che avranno durante le partite.
INCISO: la palla deve essere portata tra il naso e la spalla per ottenere un buon movimento naturale di estensione e lancio verso il canestro.
Giocatore sotto il canestro con due palloni. Tira con una mano, riprende la palla e poi tira con l'altra. Possiamo eseguire uno o due layup. Il giocatore inizia l’esercizio di fronte alla fila di fondo e poi lo ripete di fronte alla metà campo.
Vediamo alcuni concetti della difesa 3-2, soprattutto dal punto di vista metodologico e come lavorare a livello globale, all'interno di un allenamento per prime squadre, dove la parte analitica è un po' meno influente rispetto a quella globale, e come sviluppare abitudini ed efficienza all'interno della zona.
Edizione Basket Coach .Net - Noi istruttori, davanti al piano di allenamento da preparare, dobbiamo fare delle continue scelte. Il tempo a disposizione in palestra è limitato, vogliamo fare tante cose e rendere l’allenamento il più produttivo possibile.
L’allenamento basato su esercizi-gioco è meno bello da vedere perché ci sono molti più errori di scelta e di esecuzione sotto pressione, ma sarebbero proprio questi errori (e il feedback che se ne otterrà direttamente dall’esperienza e indirettamente dal coach) a consentire ai giocatori di migliorarsi e a permettere il “transfer” tra l’allenamento e la gara.
Ogni esercizio-gioco presentato, proprio per sua natura, si presta ad una notevole adattabilità alle esigenze del momento; sono sufficienti piccole variazioni alle regole. Sono sicuro che ogni istruttore interessato saprà fare molto meglio di quanto ho fatto io nell’inventare le proprie regole ed i propri esercizi-gioco, al fine di soddisfare le proprie esigenze didattiche.
I dieci fondamentali ovvero le “10 tavole” di Coach Blasone per dare il meglio su un campo di basket, siano essi giocatori che allenatori. E non solo insegnamenti sul campo ma anche fuori. Infatti il primo mattone su cui Blasone basa il suo credo è l’Educazione in palestra, il comportamento da tenere su un campo di basket: ciò che un allenatore/istruttore deve fare per far crescere un gruppo. Ma anche quali regole devono seguire gli atleti per poter migliorare e per poter dare il meglio di se stessi. Questo è il primo fondamentale che permette poi di costruire in maniera solida situazioni tecnico-tattiche insieme ai ragazzi e a farli crescere per renderli autonomi sul campo. Coach Blasone con la sua esperienza non tocca solo argomenti tecnici come i fondamentali classici, palleggio, passaggio, tiro, difesa, ball-handling, ma tratta anche la visione periferica e una parte importantissima riguardante la preparazione fisica. Dà la sua definizione di velocità, resistenza e potenza riguardante uno sport come il basket e come, secondo la sua esperienza, deve essere allenata: essenzialmente con l’utilizzo della palla, che fa aumentare l’impegno e fa dimenticare la fatica ai ragazzi. Dalle prime pagine Coach Blasone illustra la sua filosofia di allenamento che mira a far eseguire un gran numero di numero di palleggi, passaggi e tiri a canestro ad ogni giocatore per aumentare la confidenza del giocatore stesso con la palla, il canestro e il “traffico” in mezzo al campo. La sua infinita esperienza sui campi di tutti i continenti gli ha dato la possibilità di conoscere stili di vita diversi, atleti con caratteristiche completamente diverse tra loro che sono sati da stimolo per il suo lavoro che pian piano ha arricchito con esercitazioni create da lui proprio per risolvere le diverse situazioni che ha affrontato. Sempre però tenendo presente il suo credo: far lavorare i ragazzi con il maggioro numero di palloni e il maggior numero di ripetizioni. Questa è una mini-enciclopedia di esercitazioni che abbraccia tutti gli aspetti che riguardano la costruzione di un giocatore e che Coach Blasone ci ha onorato di voler pubblicare con noi, un piccolo book per dare, a tutti coloro che stanno sul campo tutti i giorni, le basi per cominciare e sviluppare un lavoro di strutturazione del giocatore come singolo e come parte della squadra nel suo insieme. Non smetteremo mai di ringraziare Mario Blasone per averci dato la possibilità di lavorare per lui e di far conoscere a tutti gli allenatori il suo grande lavoro e di averci fatto capire una volta di più che l’allenatore/istruttore è una missione e non una moda.
Per me scrivere la prefazione di questo nuovo libro di Bruno, è un onore, oltre che sempre un piacere, in virtù dei numerosi ricordi che mi legano a lui fin dai tempi di Asti, dove mi portò avendomi visto giocare alla Crocetta di Torino con l’allora mia squadra di Novara, la Wild.
In seguito, ci ritrovammo, ancora a Torino, lui responsabile del Settore Giovanile dell’Auxilium Kappa ed io allenatore del gruppo Juniores (oltre che vice allenatore del grande Dido Guerrieri). Tra il 1995 ed il 1997 centrammo insieme tre Finali Nazionali e fu proprio in quel triennio che mi resi veramente conto di quanto lui amasse “studiare” questo nostro bellissimo sport, e di quanti viaggi “conoscitivi” intraprese per seguire Clinics Camps, ed Università, soprattutto negli Stati Uniti. Ricordo ancora che fu uno dei primi, se non il primo stesso, ad introdurre il sistema di Camp estivo sul modello americano. Un vero maestro, per me, che ancora oggi conservo il suo “primo quaderno degli appunti”, da dove presi, ed appresi, spunti e suggerimenti molto preziosi e mi auguro che anche questo testo possa esserlo altrettanto e apprezzato, e foriero di consigli, oltre che guida alle nuove generazioni di allenatori. Credo che Bruno incarni nel modo più autentico il “modello positivo” di tecnico sportivo che, soprattutto nel settore giovanile, assume il ruolo dell’Educatore, in grado di mostrare la sua professionalità non solo grazie a conoscenze, abilità e competenze specifiche, quanto per le capacità di trasmetterle ai propri allievi e di forgiarli per sempre!
Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all' utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso dei cookies espressi in questo documento.