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Il Poz, da Varese a Sassari

Gianmarco Pozzecco, uno dei playmaker più forti avuti dal basket italiano ed uno dei personaggi più stravaganti che il basket abbia mai conosciuto, ecco chi è l’allenatore che ha riportato la Dinamo Sassari a vincere una coppa europea (Europe Cup). Soprannominato il Poz, è sempre stato descritto attraverso due parole, una è genio, grazie a cui è riuscito a conquistare i due scudetti a Varese e a imporsi nel basket che conta, l’altra è sregolatezza, date le sue dichiarazioni stravaganti, che tirava fuori dopo ogni partita disputata e che ora continua a tirare fuori   anche da coach della Dinamo.

Inizia la sua carriera a Udine all’Apu Udine, dopo esser passato prima alla Libertas Udine e alla Libertas Livorno, approda alla Pallacanestro Varese, dove avverrà la sua consacrazione. Proprio a Varese, il mondo viene a conoscenza del suo talento, riuscendo a vincere due scudetti ed una supercoppa. In questo periodo, si viene anche a conoscenza della sregolatezza del Poz, quando il giorno dopo che Varese aveva battuto Pistoia, allenata dall’ex coach Dodo Rusconi, con cui Pozzecco aveva un rapporto di amore-odio, il giovane playmaker si presente all’allenamento con i capelli bianchi color ghiaccio esclamando “Lo avevo detto che se avessi battuto Dodo mi sarei fatto i capelli bianchi”.

L’amore per Varese del Poz, non terminò neanche quando lasciò la squadra nel 2002, pochi anni dopo infatti dichiarerà “Varese è il posto dove mi piacerebbe giocare di più se avessi 25 anni, meglio dei Lakers. Gli applausi di Varese mi fanno sempre venire i brividi. Ma giustamente i tifosi vorrebbero il Pozzecco del 1999, dovrei segnare subito tre triple di fila e fare un assist dietro alla schiena. Non sono più quel tipo di giocatore, non voglio sentirmi dare del bollito se sbaglio due partite”.

Pozzecco, proseguì la sua avventura europea prima alla Fortitudo Bologna, poi al Saragoza e infine al Khimki. Proprio sulla Russia, il Poz raccontò un altro aneddoto stravagante “Una volta vidi in vetrina un paio di scarpe uscite di produzione con cui mi trovavo bene: entro e chiedo quante paia ne hanno, pronto ad acquistarne 100 paia, visto che sono introvabili. Torna il commesso e mi dice ne ho due, io gli dico che le prendo, erano una destra ed una sinistra. Dico al mio interprete di chiedergli se mi stesse prendendo per il culo, no non mi stava prendendo per il culo, i russi sono strani”.

Terminerà la sua carriera nel 2010 all’Orlandina. Poz fu uno degli elementi cardine anche della Nazionale Italiana, infatti dopo esser stato scartato dopo la sua grande stagione nel 1999 dal Ct Tanjevic, allenatore della Nazionale che quell’anno vinse l’Europeo in Francia, prese la sua rivincita vincendo l’argento Olimpico ad Atene nel 2004. Anche riguardo la Nazionale, Pozzecco non ha esitato a rilasciare una delle sue frasi stravaganti  durante uno dei suo clinic dichiarando: “Io avevo il culo di non difendere perché avevo dietro compagni come il Menego, ma voi la difesa ve la dovete fare da soli”, aggiungendo “Vi svelo un segreto, non ho mai fatto un tagliafuori in vita mia”. Pozzecco ha inoltre voluto dare un consiglio ai giovani giocatori di basket dichiarando “Fate tutto quello che non ho fatto io e andrà bene”.

Inizia la sua carriera da allenatore proprio dove l’aveva conclusa all’Orlandina e dopo due stagioni di alti e bassi, torna nella sua Varese per una stagione, ma questa volta da coach. Poi dopo una parentesi da vice al Cedevita in Croazia, torna in Italia alla Fortitudo in A2 dove sfiora il ritorno nella massima serie. La svolta avviene quando nel 2018 firma alla Dinamo Sassari, sostituendo Esposito, in metà parte della stagione cambia il volto della Dinamo, imprimendo la sua carica, che aveva sin da quando era giocatore e riscoprendo Pierre, che era finito ai margini delle rotazioni. Grazie alla sua carica alle Final Eight di Coppa Italia, permette a Sassari di vincere i quarti di finale contro Venezia, dopo esser stata sotto di 20 lunghezze. I frutti del suo lavoro, però si vedranno l’anno successivo quando riuscirà a far conquistare a Sassari una coppa Europea (la Europe Cup), dopo tanti anni di distanza e perdendo lo scudetto solo a gara 7 con Venezia. Anche da tecnico non ha perso la sregolatezza e la genialità che lo ha sempre distinto, dichiarando “Per essere un buon tecnico, bisogna prendere scelte immorali, come tenere in panchina un giocatore che ti sta simpatico e far giocare uno buono che ti sta sulle scatole. L’ideale sarebbe avere una squadra di giocatori fuori rosa”.

Per concludere, Poz ha dimostrato tutto il suo amore e la passione che ha per questo sport, con questa frase “Voglio ringraziare tutte le persone che in questi trent’anni mi hanno supportato, hanno cercato di capirmi. Vi chiedo scusa per tutto quello che ho fatto di sbagliato, ma l’ho fatto per amore spasmodico di questo sport”.

Articolo a cura di Valerio Laurenti