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Corpo movimento salute: proposte didattiche per la scuola primaria
In premessa
 
Come promesso e anticipato in occasione della prima parte di proposte didattiche dedicate alla scuola, dopo quelle relative alla fascia dell’infanzia, faccio seguito con qualche suggerimento per la scuola primaria. 
 
Per affrontare questo tema ho deciso però di ricorrere ad un artifizio narrativo, una sorta di “amarcord” che spero possa piacere a qualcuno in quanto per i suggerimenti che seguono intendo servirmi del minibasket, o meglio, del racconto di un vicenda che a suo tempo si realizzò proprio nell’ambito del minibasket quale esperienza di “giocosport” per la scuola primaria. 
 
Ma prima ancora mi piace condividere, trascorsi ormai tanti, ma tanti anni, il perché nelle proposte di giocosport nella mia scuola io, all’epoca ancora solo e soprattutto “maestro”,  presentavo con orgoglio e sussiego alcune delle attività propedeutiche al minibasket. 
 
Correva l’anno 1975 
 
Il perché sta nell’immagine che segue e che riproduce il mio primo tesseramento FIP risalente al 1975 e conseguito nell’ambito del “Corso biennale specialistico in educazione fisica” per insegnanti in servizio nella scuola primaria da me frequentato a Roma  alla Scuola Centrale dello Sport del CONI presso gli impianti dell’Acquacetosa, al termine del quale era prevista, oltre alla nomina per l’insegnamento specifico nell’ambito esclusivo della scuola elementare, l’acquisizione, previa frequenza obbligatoria, tirocinio ed esame, di una qualifica federale idonea all’ordine scolastico d’appartenenza. 
 
 
Ed io scelsi la FIP con il suo Minibasket. Correva l’anno 1975 e Coach  Valerio Bianchini  (Ibp Roma) venne a inaugurare il Centro Scolastico Minibasket  nella mia scuola, a Primavalle e c’era pure la TV dei ragazzi che trasmetteva in diretta. Oggi nel 2020 quel centro c’è ancora, a Roma nella stessa palestra di Via Borromeo 53 e si chiama “BKP”.
 
Per colpa di un trasloco
 
Sono sicuro che la vicenda familiare e personale di un trasloco non interessa a nessuno, ma mi serve per continuare a collocare nel tempo e nello spazio il perché e il percome delle cose e quindi durante un recente cambio di abitazione e perciò del relativo trasloco, tra libri, dispense, appunti, e carte varie, salta fuori una dispensa  la cui intestazione recita come segue:

“Corso Biennale Istruttori Nazionali Minibasket - 1° anno -
 Milazzo (ME), 23-29 Luglio 2000”
 
Trascrizione a cura di G. De Alexandris e S. Zagato della lezione pratica  tenuta 
dal Prof. Fabrizio Pellegrini il 28 luglio 2000 sul tema “La scuola e il Minibasket”.
 
Un tuffo carpiato nel  passato, un tuffo al cuore nel ricordo di una delle prime esperienze con i tecnici del Staff  Tecnico Nazionale del Minibasket in un Corso per Istruttori Nazionali; l’emozione provata or sono venti anni nel raccontare il senso della propria didattica e delle scelte di alcune delle attività che ritenevo utili per far avvicinare la scuola al mondo della pallacanestro a partire dal giocosport minibasket. 
Letta tutto d’un fiato  la breve dispensa, mi son detto che forse valeva la pena di condividerla con i lettori di BasketCoach  attraverso il racconto di quei brevi cenni di didattica che ri-propongo alla vostra paziente e cortese attenzione. Sono grato a De Alexandris e Zagato, forever !
 
“LA SCUOLA E IL MINIBASKET”

Introduzione
 
Le proposte che esporrò si riferiscono alle mie esperienze personali d’insegnante, e non vogliono assolutamente costituire un modello da riprodurre, perché la metodologia e la didattica non si copiano, ma si scelgono tenendo conto del contesto in cui si realizzano e dei traguardi che vogliamo conseguire
Se poi queste proposte possono tornarvi utili nell’ambito del vostro impegno sportivo specifico, non solo nell’ambito della scuola, ma anche nell’ambito del Centro o nell’ambito delle vostre esperienze culturali, vorrà dire che saranno state un’occasione in più di conoscenza, una tappa ulteriore del vostro percorso culturale e formativo. 
Le esperienze che vi proporrò si riferiscono alla mia situazione scolastica, quindi riguardano la mia scuola, i miei bambini e le proposte attuate nel corso di una lezione dell’anno scolastico concluso.
 
Un’ultima annotazione: io insegno in una Scuola Elementare di Roma, nel quartiere di Primavalle, un quartiere di periferia estrema non facile, ma difficile come la mia scuola che merita ogni attenzione e tanto impegno personale, con bambini talvolta particolari, che portano a scuola tutto ciò che si può immaginare che di complesso e contraddittorio può offrire il vivere quotidiano ai margini delle consuetudini e delle regole di convivenza.
 
Esemplificazioni pratiche
 
Ogni tipologia di attività si struttura in proposte e momenti di riflessione, ma anche in compiti esecutivi da osservare. A secondo delle evidenze e delle deduzioni, mi sforzo di capire quali possono essere le modalità ed i tempi di apprendimento di ciascuno rispetto i traguardi ho in mente di far conseguire. Attraverso alcuni accorgimenti d’interazione tra verbalizzazione, esecuzione e aggiustamenti ho predisposto tutto un percorso di ricerca affinché concetti anche complessi vengano compresi ed interiorizzati.
 
Proposte per il 1° Ciclo di Scuola Elementare

PRIMA SITUAZIONE - Obiettivo spazio e tempo: conoscenza della palestra, degli accessi, vie di fuga, attrezzature, eccetera. Tempo a conteggio 20 per convenzione quale misura temporale di esecuzione del compito. 
 
Situazione iniziale: bambini seduti o accucciati intorno all’insegnante che dal cerchio di centro campo conta a voce alta fino a 20, assieme a tutti i bambini. A seguire e dopo gli accordi del compito i bambini si muovono liberamente per la palestra. Al ritorno a metà campo entro il tempo 20 pattuito, l’insegnante chiede ai bambini di descrivere cose, oggetti luoghi che hanno notato nel loro girovagare per la palestra, indicandone la posizione rispetto al centro campo. (Ad esempio indicheranno e nomineranno i tralicci dei canestri, l’ingresso della palestra, lo spogliatoio, le spalliere, i materassoni, eccetera).
 
VARIANTE
L’insegnante conta ancora fino a 20 mentre i bambini dovranno correre facendo tappa presso ciò che hanno già visto e indicato. Ad esempio prima in corrispondenza dell’ingresso della palestra, poi dello spogliatoio, infine a turno dei due tralicci per poi ritornare ancora a metà campo. Man mano che i bambini passano da un posto all’altro dovranno nominare il luogo o le attrezzature.
 
VARIANTE 
Sempre contando fino a 20 i bambini dovranno realizzare il percorso inverso rispetto al precedente e quindi da metà campo ai canestri, allo spogliatoio, all’ingresso della palestra per terminare al centro campo.
 
 
 
 
 
VARIANTI E FINALI
- Aggiungeremo se esistenti la sosta presso altri attrezzi quali materassoni, spalliere, cestoni di palle e palloni, rendendo più complesso il percorso sia in un verso che nell’altro opposto.
- Visto che i bambini tenderanno naturalmente a correre tra una stazione e l’altra per primeggiare, si coglierà l’occasione per “accorciare il tempo 20” portandolo via via a 15 o a 10 e se del caso tornare a 20 quando non a 30 per “calmare gli animi”.
- Altra variante consiste nel dover sempre camminare tranne che in corrispondenza dei lati dove si trovano i canestri, dove si deve correre.
- Si camminerà sui lati lunghi del campo mentre si correrà su quelli corti. Sarà conseguente inserire e far sperimentare la differenza tra i concetti di “lento e veloce”.
 
 
 

SECONDA SITUAZIONE - Obiettivo spazio-tempo: varianti esecutive e contrasti muovendosi si liberamente per la palestra.
 
Senza far rumore, poi invece battere i piedi, poi le mani, poi facendo più rumore possibile con mani e piedi assieme, quale lavoro sui contrasti: silenzio, rumore, etc.
 
Eseguendo dei passi:
a) molto lunghi.
b) molto corti
c) lunghi e veloci
d) corti e lenti (il contrario, quindi, di lunghi e veloci).
e) corti e veloci
 
Con battuta di mani
a) lunghi e lenti
b) corti e veloci (il contrario di lunga e lenta).
 
N.B. con la battuta delle mani si cerca di "riprodurre e accompagnare" i ritmi e le frequenze dei passi. A tutte queste proposte corrispondono modelli esecutivi da osservare da parte dell’Istruttore.
Riflessione: Ad un certo momento, ad esempio durante l’andatura dirò ad un bambino: <<Perché vai così veloce?>>, per comprendere come e quanto ha vissuto “il concetto di veloce” attraverso il suo corpo. <<Perché i passi così  lenti ?>> per capire il suo concetto di “lento”. <<Perché non ti sforzi a fare passi più lunghi?>>, per scoprire il suo concetto di “lungo” magari durante degli accenni al passaggio tra corsa e rincorsa, eccetera.
 
Attraverso alcuni accorgimenti d’interazione tra verbalizzazione, esecuzione e aggiustamenti ho predisposto tutto un percorso di ricerca affinché questi concetti vengano compresi ed interiorizzati.
 
TERZA SITUAZIONE - A me gli occhi, please. Come rielaborazione dei concetti spaziali e temporali in situazione dinamica e ludica.
 
<<Visto che siete così bravi a muovervi, cercate di non perdere mai di vista il mio sguardo>>. L’Istruttore si muove per la palestra ed i bambini devono cercare di guardarlo sempre in faccia, senza scontrarsi malgrado l’insegnante si muova in tutte le direzioni e i versi e i lati con andature e velocità diverse. 
 
QUARTA SITUAZIONE - Cammino e corro con la palla: come dire palleggio
 
Ognuno va a prendersi un pallone e torna a centro campo.
 
- I bambini si muovono liberamente per la palestra giocando con la palla a proprio piacimento, ma senza far rumore.
- Come il precedente, ma facendo più rumore possibile (contrasto).
- I bambini devono correre in palleggio recandosi prima in corrispondenza dell’uscita, poi dello spogliatoio, infine del traliccio.
 
QUINTA SITUAZIONE – Torna a me gli occhi please ma con palleggio
 
L’Istruttore si muove per la palestra ed i bambini, palleggiando, non devono mai “perdere il suo sguardo”. L’Istruttore ogni tanto volta le spalle ai bambini o cambi vero o direzione in modo che essi cerchino di “recuperare il suo sguardo”.
 
Riflessioni sulle proposte per il 1° Ciclo.
 
Secondo alcune definizioni note (giochi destrutturati, semistrutturati e strutturati), qualsiasi gioco si definisce come semistrutturato, destrutturato o pienamente strutturato quando il compito assegnato possiede una relazione con la quantità di risposte che voglio osservare e valutare. 
 
Si tratta di gestire il “Feed-back” e quindi, in un gioco semplice o complesso che sia, il “range” di risposte lo determino io in funzione delle regole di esecuzione del compito che assegno. Prendendo come riferimento l'immagine di un imbuto, più regole inserisco, più il foro d’uscita dell’imbuto si stringe, meno regole fisso, più il foro dell’imbuto è largo e più risposte divergenti dovrò osservare.
 
Più i bambini sono piccoli, minore dovrà essere il numero di regole del gioco perché il compito dell’Istruttore è di coinvolgerli, di farli partecipare, di osservare, di guardarli, e non di metterli subito in difficoltà. 
 
Se un bambino durante un gioco troppo spesso perde la palla, forse dipende dalla eccessiva quantità di regole. E’ lo stesso errore che si commette per gli altri apprendimenti. 
Per concludere: sono state create situazioni-stimolo con risposte aperte, poi ho provato a dare dei riferimenti, non ho utilizzato mai terminologie tecniche, mai!
 

Proposte per il 2° Ciclo di Scuola Elementare.
Ulisse e l’ombra
 
Obiettivo: appoggi podalici e spostamenti; posizione reciproca attacco-difesa; fintare e intuire l’altro; equilibrio e anticipazione; palleggio.
 
Allora sceglietevi un compagno che vi faccia da ombra. Uno dei due a turno è Ulisse e l’altro è l’ombra, poi deve darsi il cambio. Ulisse non può stare fermo, di conseguenza neanche l’ombra. (Senza palla)
 
VARIANTI
- Ulisse con pallone, l’ombra senza la palla, con ulisse avanti e l’ombra dietro, poi cambio.
- Ulisse e l’ombra con l’ombra che sta davanti., l’ombra non segue ulisse ma “marca ulisse”.
 
A tutto campo 
 
Obiettivo: discriminazione del corpo e delle sue parti; spazio e tempo; palleggio 
- Palloni sparsi per la palestra: ognuno si muove liberamente per tutta la palestra, al segnale convenuto ognuno si ferma vicino ad un pallone qualsiasi (boa)..provare con più o meno palloni boa.  
- Come il precedente, fermarsi vicino ad un pallone e toccarlo: a) con una mano - b) con il sedere-c) con tre mani (serve aiuto)-d) con tre piedi e tre mani- e) al segnale “1” con la testa; al “2” con le mani; al “3” con i piedi- al “4” inventarne altri.
 
Slalom delle tabelline (nel nostro caso tabelline del 2, 3 e 6)
 
L’obiettivo di questo gioco è di creare una molteplicità di stimoli complessi attraverso i quali il bambino deve saper pensare, scegliere e agire in breve tempo. Ma è probabilmente l’esecuzione del compito quella che più risente positivamente del passaggio dal pensiero convergente a quello del pensiero divergente, nel momento in cui la scelta della sequenza dello slalom non è dichiarata prima.
 
• Bambini senza pallone, suddivisi in tre file, ogni fila di fronte ad una fila composta da sei coni o cinesini o cerchi. Il compito consiste nel correre a slalom cambiando direzione a ogni ostacolo.  Andata: slalom; ritorno correndo senza slalomare. Dare il cambio al prossimo di turno. 
• Come il precedente: ma contando “2” prima di eseguire il cambio di direzione (slalom ogni due coni).
• Come il precedente, slalom 1-2-3, ossia: alla 1^ discesa cambio di direzione ad ogni birillo, alla 2^ discesa ogni due birilli, alla 3^ discesa ogni tre birilli.
 
VARIANTE 
 
Bambini con pallone e corsa in palleggio su stesse sequenze di slalom. Ogni volta che s’incrocia un cono effettuare il cambio mano.
 
VARIANTE COMPLESSA 
• Tutti con palla, a turno si comanda il gioco dello slalom, sia il maestro che i bambini.
 
Slalom “1”: vuol dire cambio di direzione ogni cono con sequenza (1-2-3-4-5-6) e ritorno.
Slalom “2”: vuol dire cambio di direzione ogni due coni con sequenza (2-4-6).
Slalom “3”: vuol dire cambio di direzione ogni tre coni con sequenza (3-6).
Slalom “3-2-1”: vuol dire cambio di direzione rispettivamente ai coni (3, 5 e 6).
Slalom “2-4”: vuol dire cambio di direzione rispettivamente ai coni (2 e 6).
Slalom “1-5”: vuol direcambio di direzione rispettivamente ai coni (1 e 6).
Slalom “6”: vuol dire cambio di direzione al birillo 6.
 
VARIANTE COMPLESSA CONTRARIA
 
L’andata lungo la file dei birilli è di corsa in palleggio senza slalomare mentre il ritorno prevede lo slalom secondo le sequenze numeriche inverse ( dal cono 6 al cono 1 quindi). Poi doppio slalom in andata e ritorno ma disuguale. Ad esempio se in andata da 1 a 6 la sequenza di cambio è ogni 2 coni, al ritorno sarà ogni 3 coni, E vi andando.
 
E PER FINIRE…STAFFETTE  INVECE DELLA PARTITELLA? … UFFA!
 
Per le solite staffette di tiri a canestro (in chiusura e talvolta invece della partitella magari per …punizione), ho inventato un regolamento del tutto particolare sia per “sbaraccare” le solite regole che premiano i migliori con i soliti punteggi, sia per rimotivare e far ripensare ai bambini il fatto che le regole sono “convenzioni accettate, condivise e applicate”. Ho deciso perciò di assegnare 3 punti per chi colpisce il tabellone, 2 punti per chi colpisce il tabellino o il cerchio o la retina e 1 punto a chi fa canestro
 
Poi a seguire si modificherà con 2 punti a canestro, tabellone, tabellino, e poi come ultima fase: il canestro è canestro e vale 3 ma chi colpisce il tabellino o il tabellone, il ferro o la retina un punticino lo rimedia per evitare che alla fine della lezione di Minibasket senta tutto lo sconforto ed il disagio perché non ha realizzato neanche un punto. 
Di solito ci sarà qualcuno che vivrà da perdente o arrabbiato in diverse situazioni di gioco e nelle relazioni con gli altri ed è importante evitare che si creino queste situazioni e prima si evitano e meglio è, attraverso artifizi didattici, artifizi pedagogici, ma tutti utili affinché ognuno si senta nel suo piccolo realizzato che riconosca un’opportunità di gioco. 
Ogni bambino, cioè, deve provare il gusto della sua “presenza nel gioco”, fosse anche se per un motivo solo: perché ha fatto un punto! E’ veramente desolante quando il genitore si rivolge al bambino con un: <<Sei uscito da quella palestra e non hai fatto niente, non sei servito a niente, sei passato senza lasciare traccia>>. Magari tornando a casa per fare merenda … che non mi va … perché … non ho fame adesso … eppoi non so se voglio ancora fare basket.
 
 
fabrizio.m.pellegrini@gmail.com