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Andrea Capobianco e la nuova stagione

Delle imminenti festività vivrà solo il Natale circondato dall’affetto dei propri cari. Andrea Capobianco, coach venafrano del settore squadre nazionali di basket, sarà in questi giorni nella sua venafro, ma già nel fine settimana sarà ad Ostia come relatore di un clinic all’interno di un torneo giovanile femminile di assoluto rilievo e poi, da Capodanno sino al 3 gennaio, inizierà il lavoro con la nazionale femminile del tre contro tre in vista del torneo preolimpico in programma in India nel mese di marzo.

«Le feste – spiega – sono assolutamente un qualcosa di unico ed importante, soprattutto se vissute nel modo giusto, circondati cioè dall’affetto dei propri cari, dettaglio che fa assumere loro un valore fondante».

La mente del coach venafrano, però, è proiettata con forza sul fronte dell’evento che aprirà il suo 2020. «Ci proiettiamo in questa nuova avventura – discetta – con la voglia che ci deve sempre contraddistinguere, tanto più quando si tratta di un percorso che coinvolge altre persone. Il basket è passione, un aspetto che si trasmette ed è fondamentale dar vita a questo percorso all’insegna delle sensazioni, motivo per cui quest’altro percorso sarà affrontato con assoluta determinazione».

Per Capobianco, in effetti, il 2020 che verrà sarà una sorta di nuovo anno zero. «Io credo che ogni volta che inizia un nuovo anno e si chiudono i capitoli di quello precedente – spiega – occorre ripartire con dentro le consapevolezze delle esperienze fatte. Quanto si fa è sempre motivo di sostegno per quanto potrà essere».

Parole dall’ampia valenza, che rendono pieno merito a chi – in uno degli eventi di sintesi del programma di Matera capitale della cultura – ha avuto modo di entrare nella hall of fame della cultura sportiva.

Non solo, però, l’attenzione all’universo azzurro, quanto – da molisano – un occhio sempre attento ai fatti di ‘casa propria’.

«Senz’altro c’è molto interesse per quanto accade su questo territorio – aggiunte – e tante volte lo faccio senza dare nell’occhio. Ho un ruolo in questa regione di cui vado enormemente fiero e che mi riempie d’orgoglio, quello cioè di responsabile del minibasket. E sono estremamente felice ed approfitto per fare i complimenti alle società per i numeri in ascesa in questo settore, che formerà quelli che saranno gli uomini del futuro. Avere dodici gruppi di questo fronte in una regione piccola come la nostra ci deve rendere fieri e spingere a lavorare su questa strada con le attività portate avanti in sinergia con Mario Greco, un istruttore valente, ma soprattutto una gran bella persona».

Un fronte – quello del minibasket – che vede lo stesso trainer venafrano come tra i pochi istruttori benemeriti nominati dalla Federbasket nazionale.

Sul fronte senior, poi, Capobianco ricorda con orgoglio «il lavoro portato avanti dai nostri club. Mi piacerebbe poterli seguire ancor di più a fronte dei tanti impegni che ho. Però è davvero importante quello che sta facendo l’Accademia Isernia nei tornei giovanili di eccellenza under 16 ed under 18. Senza dimenticare, peraltro, i risultati dell’Air Termoli in C Silver, categoria in cui anche l’Airino affronta con lo spirito giusto le eventuali difficoltà, al pari di quanto avviene nel torneo di C Gold con Venafro ed Isernia che danno tutto ed anche di più sul parquet in C Gold. Elenco in coda a questa lista, ma non per ordine di importanza, anzi, l’orgoglio della nostra regione: la Magnolia Campobasso. È una società dall’organizzazione assoluta e le capacità dimostrate dal coach Mimmo Sabatelli e da tutto il suo staff sono senz’altro uniche. Giocano una pallacanestro di altissima qualità, il che ben si inserisce in un contesto davvero rilevante. Questo fa sì che Campobasso sia tornata ad essere città di basket e non solo di calcio e, dato ancor più significativo, fa sì che quando si entra al PalaVazzieri per una partita ci si rende sempre conto che c’è sempre il pienone, segnale dell’affetto e di un progetto che unisce ed aggrega. E che, tra l’altro, non riguarda solo il fronte senior, perché anche a livello giovanile stanno emergendo riscontri di rilievo, frutto di un lavoro significativo che fa di questo team un autentico motore in rosa per il territorio».

Poi, nel pieno dell’attualità, come negli ultimi anni, dal coach venafrano arriva anche un augurio per tutto il mondo cestistico, sportivo e civile molisano.

«Il mio augurio parte da un concetto importante. L’essere bravi a confrontarci sempre sulle idee, senza partire da preconcetti su chi le ha formulate, per far sì che collaborazione, confronto e sinergia, nel pieno rispetto dei ruoli, siano il volano delle nostre azioni perché è solo dalle idee che possono nascere grandi progetti. È su questo che bisogna partire. A tutti faccio i miei auspici di feste serene da trascorrere in modo gioioso, vivendo e condividendo valori importanti, perché possiamo ricavarne luce in momenti che spesso, ai giorni nostri, sono contraddistinti dal buio. In tal senso, sarò anche un sognatore, ma da sempre ho pensato che bisogna con forza vivere l’oggi, guardando e proiettandosi nel domani. Il tutto, ribadisco, nel massimo rispetto delle individualità e delle caratteristiche dei singoli nella consapevolezza che esistono sì diversi pensieri, ma una via ben precisa per tutti: quella che tende all’operare per il meglio nell’interesse collettivo».

di Vincenzo Ciccone