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Buon Compleanno Meo

Abbiamo "rubato" questo pezzo dalla Giornata Tipo... ci è piaciuto tantissimo perchè in poche righe racconta la storia del coach alla guida della Nazionale Italiana ai prossimi Mondiali di Cina...

1980 argento alle Olimpiadi di Mosca

1983 oro agli Europei di Nantes

1999, da allenatore, vince la serie C2 alla guida di Asti

2001 vince la serie C1 ancora con Asti

2004 vince a sorpresa la serie B1 con Castelletto Ticino, ma la società deve rinunciare alla promozione

2005 rivince la Serie B1 con Castelletto, che questa volta sale in A2

2008 porta Capo d’Orlando al sesto posto in Serie A, miglior risultato della sua storia

2010 conquista la prima promozione in Serie A nella storia della Dinamo Sassari

2014 vince la Coppa Italia, primo trofeo di sempre per Sassari

2015 conquista la storica tripletta Supercoppa italiana, coppa Italia e scudetto

2017 diventa il nuovo allenatore della nazionale italiana

2019 riporta l’Italia ai Mondiali dopo 13 anni di assenza, vince la coppa Italia con Cremona e la trascina ad uno storico secondo posto in regular season, perdendo solo a gara5 di semifinale scudetto contro la più quotata Venezia

In carriera Meo Sacchetti ha vinto più di quello che in tanti si sarebbero aspettati. Dopo essere stato un giocatore di alto livello, vincendo anche un Europeo e un argento olimpico con la Nazionale, non ha avuto problemi a ripartire dal basso da allenatore e fare la gavetta, vincendo ad ogni livello. Il tutto mantenendo la solita umiltà e simpatia, un sorriso da uomo buono, mettendo in campo una pallacanestro divertente e apprezzata dai suoi giocatori, ai quali ha sempre lasciato ampi spazi per poter sfruttare il loro talento. 

Meo Sacchetti è un uomo figlio di emigranti bellunesi di ritorno dalla Romania, nato in un campo profughi ad Altamura, cresciuto a Novara, legato a Torino, che chiama casa Varese ma che si è stabilito ad Alghero. Un uomo senza confini o delimitazioni, un uomo abituato a cambiare ed evolversi, un po’ come la sua pallacanestro. Una delle più grandi doti di Meo, nel suo basket libertino e -solo all’apparenza- poco organizzato, è quello di saper incanalare il talento e sfruttarlo, cavalcarlo invece di frenarlo, metterlo nelle condizioni di esprimersi e di potersi rendere manifesto. Con una gestione molto umana dello spogliatoio e del suo basket, senza durezze eccessive da sergente di ferro, ma con la fermezza di chi è un leader e sa di avere le idee chiare.

Oggi compie gli anni e spegne 66 candeline in Cina, dove la missione degli Azzurri è già iniziata. Una missione difficile, anche solo da decifrare: 13 anni dopo ci ripresentiamo ad un Mondiale dove, per valore tecnico, non siamo nella prima e probabilmente neanche nella seconda fascia del torneo. 

E quindi, in questo giorno per lui speciale, gli auguriamo di ottenere il miglior risultato possibile con la Nazionale azzurra.

Buon compleanno Meo.

[di Mario Castelli]