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L'individuazione e la ricerca del talento nella pallacanestro
Premessa
Per molti Istruttori e Allenatori di pallacanestro a livello giovanile è molto importante conoscere se sia possibile riconoscere subito in un giovanissimo atleta inclinazioni verso la pallacanestro e avviarlo precocemente ad essa. 
 
A questo scopo, esiste una naturale tendenza a riconoscere particolari doti solamente nei soggetti che ottengono subito risultati tecnici notevoli in età precoce.
 
Sicuramente l’avviamento all’attività motoria deve essere precoce, ma la specializzazione tecnica nella pallacanestro deve seguire delle tappe obbligate nel corso degli anni e terminare successivamente con il perfezionamento progressivo della tecnica esecutiva, rispettando le leggi dell’accrescimento e dell’apprendimento.
 
 
Il talento nella pallacanestro
In termini puramente statistico-probabilistici, le possibilità di reperire un talento sportivo nella pallacanestro, dipendono fortemente dal numero e dalla qualità dei giocatori esistenti nel circuito abituale di reclutamento e specifico della F.I.P., oltre che dal numero e dalla qualità dei giocatori.
 
Le azioni di ricerca del talento hanno assunto in alcune occasioni le caratteristiche di una vera e propria "caccia" al campione, indirizzata verso le fasce d'età sempre più precoci e condotta, a volte, da Istruttori e Allenatori incapaci e impreparati che utilizzano metodologie di insegnamento e di allenamento non particolarmente avanzate dal punto di vista scientifico.
 
Purtroppo molti Istruttori e Allenatori non ricevono un costante flusso di informazioni, né dalla ricerca scientifica, né dalla F.I.P., attraverso un procedimento di valutazione costante dell'efficacia delle modalità impiegate attualmente nel far emergere il talento.

Proposta
Un'azione di carattere strategico per individuare il talento nella pallacanestro, non si può affidare esclusivamente a una o più iniziative individuali, ma deve basarsi, per essere efficace, su di un Sistema. 
 
A tale scopo la F.I.P. dovrebbe creare un Sistema con la creazione di “poli provinciali e regionali di monitoraggio del talento”,  che non tengano conto solamente delle caratteristiche tecniche (e dell’altezza) dei giocatori scelti nei raduni, ma anche di tutti gli aspetti sopra citati. 
 
I poli dovrebbero essere gestiti dai Comitati provinciali e regionali F.I.P. con Staff di Istruttori e Tecnici competenti, ma anche con medici, psicologi e biomeccanici. 
 
Occorre allestire un “Sistema di incubazione del talento”, capace di utilizzare e incrementare i risultati della ricerca scientifica (test antropometrici, test motori, test tecnici, test di valutazione funzionale), attendendo il talento tardivo e non selezionare precocemente gli atleti: molto spesso si fanno calcoli probabilistici errati.
 
I risultati delle analisi funzionali e dei test somministrati (a più riprese durante l’anno sportivo e non solo per un anno), a livello provinciale e regionale, su ogni singolo giocatore, devono essere inviati sistematicamente al “polo nazionale”, gestito direttamente dal Settore Squadre Nazionali F.I.P. (Staff Nazionale composto da Tecnici, medici, psicologi, biologi, fisiologi e biomeccanici). I dati dovrebbero essere elaborati e monitorati (non in un anno solamente, ma in 2-3 anni) in modo che i potenziali talenti possano essere seguiti costantemente e valutati (“banca dati”).
 
I fattori più significativi a cui gli Istruttori e gli Allenatori di pallacanestro dovrebbero fare riferimento per l'individuazione del talento, sono:
- i parametri di tipo fisiologico;
- il rapporto tra l’età biologica e quella cronologica;
- i criteri morfologici (peso, altezza, grande apertura delle braccia);
- le capacità motorie (condizionali, mobilità articolare, coordinative);
- le abilità tecniche specifiche (parametri tecnici);
- la motivazione e desiderio di riuscita;
- la personalità, il carattere, il controllo emotivo e le frustrazioni;
- il carico di lavoro.
 
Spesso molti Istruttori e Allenatori non sono abili a valutare tutti questi fattori e sono solo attenti ai parametri tecnici, che ritengono molto importanti e tralasciano gli altri.
 
Ai raduni molte volte chi non è considerato “talento”  dai tecnici federali F.I.P. si allena spesso in condizioni non idonee e con Istruttori e Allenatori non sempre all'altezza della situazione.
 
Chi non è ammesso ai raduni o non fa parte delle diverse squadre regionali o nazionali, non ha la possibilità di allenarsi in modo specifico e razionale e così le sue possibilità si riducono fortemente e ciò compromette certamente le successive possibilità di carriera.
 
A questo scopo, ogni Istruttore e ogni Allenatore dovrebbe predisporre per ogni giocatore una scheda individuale che comprenda:
- i dati anagrafici;
- l’anamnesi e date delle visite mediche;
- i dati antropometrici (peso, altezza, rapporto peso-altezza, apertura della mano e delle braccia);
- i risultati dei test funzionali;
- i risultati dei test psicologici e sociometrici (da definire);
- i risultati dei test motori generali e specifici (3 prove e si sceglie la migliore o si calcola la media);
- i risultati dei test specifici sulle capacità tecniche.
 
I dati antropometrici
1) Misurazione del peso.
2) Misurazione dell’altezza (rapporto peso-altezza).
3) Diametro della mano.
4) Apertura delle braccia.

L’altezza 
Nella pallacanestro la statura è certamente una soglia significativa e quindi ha un valore predittivo notevole per discriminare i giocatori che entreranno nelle squadre di un certo livello, rispetto a quelli che non entreranno mai. Si basa sull’altezza dei genitori ed eventualmente dei parenti, sul peso corporeo alla nascita, sull’accelerazione della crescita dai 4 ai 6 anni, sull’altezza attuale, sulla crescita nella pubertà, sul grado di maturazione dello scheletro (qualità dell’ossificazione) e sull’appartenenza ad un determinato gruppo etnico.
 
Esistono tre sistemi per calcolare l’altezza futura dei giovani:
1) Bersaglio genetico:
· maschi: statura del padre + statura della madre + 13 (numero fisso) diviso 2;
· femmine: statura della madre + statura del padre – 13 (numero fisso) diviso 2.
 
N.B. La variabilità è di 7-8 cm. in più o in meno.
 
2) Sistema:
· per i maschi: altezza del padre + altezza della madre x 1,08 (numero fisso) diviso 2;
· per le femmine: altezza del padre x 0,923 (numero fisso) +   altezza    della madre diviso 2.
 
3) “Metodo TW2” (R.H. Tanner, adattato da Nicoletti: statura bersaglio):
· effettuare una radiografia della mano non dominante a 12 anni e meno soggetta a stimoli ambientali (numero di nuclei di ossificazione funzionanti) e confrontarla a 14-16 anni per le femmine e a 16-18 per i maschi.
 
Il rapporto tra l’età biologica e l’età cronologica
E’ importante conoscere bene l’età biologica dei giovani, perché si rischia di proporre allenamenti non corretti (pesi, pliometria, balzi), provocando in questo modo un rallentamento o la fine della crescita.
 
I test funzionali
1) Indice di Hirtz: misurare la circonferenza toracica in massima inspirazione e in massima espirazione e poi calcolare la differenza in cm.
2) Test di Lyan: eseguire una corsa calciata dietro sul posto per 1’, prendere le pulsazioni e verificare il tempo di recupero.
3) Test di Martinet (modificato prof. La Cava): eseguire 15 piegamenti degli arti inferiori, prendere le pulsazioni e verificare il tempo di recupero.
4) Test di Conconi (soglia anaerobica).
5) Test di Legièr.
 
I test motori generali
1) Flessione del busto in avanti al panchetto.
2) Test della bacchetta.
3) Sargent test e in alternativa il Test di Bosco o l’Abalakov.
4) Lancio della palla medica da 1 kg. a 2 mani in avanti (da ritti, da seduti, di schiena, all’indietro).
5) Corsa veloce 20 mt. con partenza da fermi.
6) Corsa a navetta 10 mt. x 5; cronometrare il tempo.
7) Resistenza: partenza dalla linea di fondo, corsa veloce fino a metà campo, scivolamenti a metà campo, corsa veloce in avanti, corsa all’indietro, corsa veloce in avanti, scivolamenti a metà campo, corsa veloce in avanti, corsa all’indietro, corsa in diagonale, scivolamenti, corsa in diagonale, corsa all’indietro; cronometrare il tempo.
8) Salto in lungo da fermi o con rincorsa; misurare la distanza.
9) Salto triplo da fermi o con rincorsa; misurare la distanza.
10) Test di Fleishmann: appoggiare il piede su una tavoletta (larga 25 cm. e lunga 30 cm.), sollevare l’altro piede e rimanere in equilibrio; cronometrare il tempo di equilibrio.
11) Test della sospensione alla sbarra; cronometrare il tempo di sospensione a braccia flesse.
12) Test dei piegamenti degli arti superiori in 30”: contare il n° dei piegamenti eseguiti senza interruzione.
13) Test dei piegamenti degli arti inferiori in 30”: contare il n° dei piegamenti eseguiti senza interruzione.
 
I test specifici sulle capacità tecniche
1) Corsa in avanti per 5-6 mt. con partenza da fermi; cronometrare il tempo.
2) Corsa laterale x 5-6 mt. con partenza da fermi; cronometrare il tempo.
3) Corsa all’indietro per 5-6 mt. con partenza da fermi; cronometrare il tempo.
4) Corsa a slalom per 10 mt. con partenza da fermi; cronometrare il tempo.
5) Gli stessi test (1-2-3-4) palleggiando (di dx e di sx), con o senza arresto ad una linea.
6) Palleggio di dx o di sx da fondo campo fino all’altra linea di fondo campo; cronometrare il tempo.
7) Entrate in palleggio da dx e da sx (10); cronometrare il tempo.
8) Tiro dalle 3 posizioni: in 1’ contare i canestri realizzati.
9) Test sul passaggio: contare quanti passaggi si eseguono in 30” a 2 mani dal petto contro il muro (distanza 2 mt.).
10) Test sul passaggio: contare quanto tempo si impiega ad eseguire 10 passaggi battuti a terra contro il muro  (distanza 4 mt.).
11) Test sulla difesa: contare quanti scivolamenti si effettuano in 30” (distanza 2-3 mt.).
12) Test con la funicella (contare il n° di saltelli in 30” o in 1 minuto).
13) Test su 10 esercizi di ball-handling: contare il n° delle ripetizioni effettuate in 30” o in 1’.
 
Le fasi di determinazione del talento nella pallacanestro
La determinazione e il sostegno del talento nella pallacanestro deve avvenire per tappe e in un percorso di più anni, integrato con l'allenamento. 
Una prima determinazione si realizza tra i 10 e gli 11 anni (particolare idoneità alle pratica sportiva senza intenti specializzanti).
Una seconda selezione avviene a 12-13 anni ed è più attenta ai parametri antropometrici e soprattutto ai tassi si sviluppo delle capacità e abilità motorie; ha un valore orientativo, data l'impossibilità di prevedere certamente uno sviluppo futuro vincente. Questa fase è importante anche ai fini del recupero di atleti, che per ragioni legate allo sviluppo biologico, durante la prima fase non avevano ricevuto una valutazione positiva. 
 
La fase finale, quella cioè in cui sono decise le strategie di periodizzazione, in linea di massima si colloca attorno ai 14 anni. Il superamento di questa data può avere effetti negativi ai fini degli apprendimenti tecnici di base.

Prof. Maurizio Mondoni