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FORMAZIONE: tradurre le conoscenze in comportamenti di M.Mondoni

“Mi piace parlare di fronte a un muro di mattoni: è l’unico interlocutore al mondo che non mi contraddice mai” (Oscar Wilde)

“La formazione è un’attività educativa e il suo obiettivo è la promozione, la diffusione e l’aggiornamento del sapere” (G.P. Quaglino).
Fare formazione significa intervenire in modo finalizzato e organizzato sul sapere professionale (conoscenze, capacità e tecniche specialistiche) e sulla cultura organizzativa di ruolo (valori, credenze e atteggiamenti professionali) d’individui e gruppi, attraverso le metodologie dell’apprendimento consapevole.
La formazione è un territorio per definizione interdisciplinare nel quale confluiscono le più diverse discipline sociali o tecniche e si presenta oggi come un campo di pratiche sociali eterogenee aventi come soggetti adulti in situazione professionale.

“La formazione è un momento di cambiamento, nel senso di una trasformazione che porta il soggetto a una presa di coscienza delle proprie risorse, delle proprie capacità, dei percorsi migliorativi attuabili e dell’impiego di tali risorse in un progetto che, tendenzialmente, supera il momento applicativo professionale, per sfociare in una rielaborazione delle proprie esperienze” (C. Castelli).

Il filo conduttore, più o meno esplicito, riguardo alle sopraelencate definizioni di formazione è senza dubbio il concetto di cambiamento.
Acquisire una conoscenza, modificare un atteggiamento o sviluppare un’abilità sono sempre un processo di cambiamento di uno stato in un altro.
Alla base di ogni intervento formativo esiste il bisogno o il desiderio di cambiare; ogni attività di formazione produce o si propone di produrre un cambiamento.
Una progettazione formativa si svolge in 4 momenti essenziali:

  • analisi dei bisogni (oggettivi e soggettivi);
  • definizione degli obiettivi formativi;
  • scelta e articolazione di metodologie e contenuti;
  • verifica e valutazione della progettazione.

I bisogni cambiano continuamente, quindi, la formazione assume caratterizzazioni differenti, non è sempre la stessa e univoca, ma può provenire da ambiti diversi, con stili e metodi d’insegnamento differenti che tengano conto dell’apprendimento delle persone alle quali è diretta la formazione, dopo aver risposto alle loro richieste e definito gli obiettivi formativi da raggiungere.
I destinatari della formazione devono essere messi in grado di “percorrere differenti strade” e non una solamente per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Vogliono sapere se vi sono scuole di pensiero diverse o diversificate, come possono confrontarsi, discutere.
I social network (Internet, radio, TV, siti on line, facebook, etc.) sono tanti e forniscono informazioni e aggiornamenti continui, relativamente alla formazione (in tutti gli ambiti, da quello aziendale, motorio, sportivo, di insegnamento, di allenamento), escono libri in grande quantità, quindi la formazione non può essere una sola ma il frutto di tante formazioni, anche nello stesso campo d’azione!

Quando nasce l’esigenza di un cambiamento?

Quando esiste un malessere, una minore efficacia o efficienza rispetto a standard ritenuti possibili o auspicabili.
Quando si ripetono sempre gli stessi concetti, si propongono gli stessi metodi da troppo tempo.
Quando si vogliono apprendere altri stili, culture e metodi di insegnamento e di “fare formazione”.
Quando si vogliono percorrere altre strade per raggiungere gli obiettivi formativi definiti in precedenza.

Esplorare l’analisi dei bisogni di ciascun individuo o gruppo è un dovere di ciascuna Agenzia di formazione, in quanto l’attività di formazione nasce e si sviluppa all’interno di un contesto istituzionale, che è l’approfondimento culturale delle persone.
L’attività formativa costa fatica, impegno e ha diritto di essere indirizzata, pensata in modo corretto, professionale ed etico.

Prof. Maurizio Mondoni