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Corpo movimento salute proposte didattiche per l'eta infantile

“Trepido seguo il vostro gioco.

Ignari esprimete con quello

antiche cose meravigliose”. 

(Squadra paesana di Umberto Saba)

 

In premessa

Occorre risalire al lontano 12 dicembre del 2017 (A.C. dove  AC sta per anticovid ) per ritrovare al link seguente della rubrica da me curata nel sito di “basketcoach” una delle mie riflessioni pedagogiche dedicate alle attività motorie dell’età infantile e alla sua Scuola.

Rileggendo quel pezzo scritto più di due anni or sono, ho chiosato che dopo un’apposita premessa, affrontavo il tema dello scenario educativo e del ruolo degli insegnanti; quindi mi lasciavo andare parlando di traguardi educativi generali, per poi dedicarmi agli obiettivi specifici di apprendimento. Infine, ultima rincorsa e tuffo carpiato sul gioco e sulle strategie metodologiche.   

Tuttavia penso che allora, forse per via di un misero massaggio consolatorio dell’ego di anziano, non mi pare fosse tanto malaccio; se non fosse per la sensazione, rileggendolo oggi, che ci mancava qualcosa. Ovvero m’accorgo oggi che mancava qualcosa di  propositivo che andasse oltre l’enunciato di principi per quanto pedagogicamnete fondati e condivisibili. 

Ci mancava la didattica. Mancavano i suggerimenti propri della didassi, il racconto delle esperienze personali con le bambine e i bambini di tre, quattro e cinque anni che, ad esempio, per un triennio ho seguito nella “Sezione Materna” della mia Scuola Statale XXV Aprile; anni che fanno parte dei miei 40 complessivi dedicati all’insegnamento, appunto, dalla materna all’isef. Così, tanto per non farmi mancare nulla ! 

Erano allora gli anni fine ’80 e si trattava di realizzare il “Progetto Ministeriale Continuità Didattica”  tra Materna, Elementare e Media che vedeva per tre anni impegnate oltre a tre sezioni di materna e tre prime elementari, tre quinte elementari e tre prime della media, come annualità ponte tra un ciclo e l’altro della scuola dell’obbligo. Il tutto a livelli d’insegnanti vedeva coinvolti una delle prof. di educazione fisica della media, una insegnante della materna e il sottoscritto per la primaria, sotto la supervisione dei dirigenti scolastici interessati.

In quei tre anni si decise che, date per acquisite tutte le interconnesioni pedagogico-educative dei programmi e  il continuum delle diverse indicazioni ministeriali, si dovesse dare ogni migliore attenzione alla didattica e alle strategie metodologiche più adatte ed efficaci nelle diverse fasce d’età. 

In pratica ciò di cui l’attuale ministra dell’istruzione (e purtroppo non solo lei chè tanto oggi la scuola d’ogni ordine e grado sembra sia piena di parvenu) non ha la benchè minima pallida idea, per non parlare delle precedenti ministre, tutte assolutamente incompetenti in materia d’insegnamento in generale, e non solo di educazione fisica e sportiva.

Ma mi fermo con le riflessioni postume e, se siete d’accordo, io intanto comincerei con la didattica per la scuola dell’infanzia, cui seguirà nelle prossime puntate quella della primaria e via di seguito.

N.B. Le proposte didattiche saranno numerate di seguito sia per facilità di esposizione, a seguire una sorta di fil-rouge relativo agli obiettivi operativi.

Le attività dovranno svolgersi in forma prevalentemente ludica, dinamica e partecipata, utilizzando piccoli attrezzi e oggetti, semplici strumenti musicali, come pure il pavimento o il suolo, le pareti, ecc. 

E’ opportuno privilegiare all’inizio giochi e situazioni motorie che prevedano operazioni di raccolta, spostamento, separazione, sistemazione, classificazione, raggruppamento, di oggetti, giocattoli, pupazzetti, mattoncini colorati, ecc.che si potranno svolgere anche in aula, o negli altri spazi di attività.

UNO - Attenti al suono. L'insegnante alterna suoni diversi (campanello, fischietto, tamburello, ecc.). A ogni suono corrisponde, da parte dei bambini, una diversa maniera di muoversi liberamente (camminando, correndo, saltellando, rotolandosi, ecc.). Al silenzio, invece, corrispondono delle pause, nel corso delle quali i bambini a vicenda ascoltano, poggiando l'orecchio, il battito del cuore di un compagno, oppure imparando a riconoscere il silenzio o i rumori di fondo della scuola.

Variante. Con le stesse modalità di emissione dei suoni, a ogni suono diverso corrispondono cambidi direzione (destra/sinistra), di senso di marcia (avanti/indietro), di velocità (veloce/lento), rumore 

Variante  -Tanto tempo/poco tempo. Invitare i bambini a camminare lungo un  perimetro assegnato o una delle aree segnate al suolo, finché dura la musica o la filastrocca incisa sul mangianastri e opportunamente predisposta dal maestro. L'insegnante avrà cura di incidere brani lunghi e brevi, o di interrompere la musica in corrispondenza di spazi  o tratti identificabili facilmente dai bambini (è sempre importante verbalizzare).

 
DUE - Gioco di Kim. Dentro diversi cerchi (è bene cominciare con un numero limitato), si sistemano oggetti diversi (uno per cerchio). Due gruppi di bambini si alternano nel ruolo di sistemare e scombinare la posizione degli oggetti o di indovinare e risistemare la disposizione.
 
Varianti. Il gioco può svolgersi in modo diverso in base agli oggetti scelti. Nei cerchi si possono sistemare gli stessi bambini, magari assumendo posture diverse.
 
 
TRE - Bravo palloncino! Ogni bambino, dopo aver lanciato in alto una palla leggera, anche colpendolo, applaude ala sua palla fino a che non deciderà di riprenderla.
 
Variante. «Vediamo chi farà più applausi prima che il palloncino tocchi terra!». Usare i palloncini gonfiabili per facilitare l’esecuzione da parte dei bimbi più incerti.

Variante a coppie. Ogni coppia di bambini ha una palla. Senza usare le mani, devono tenerla fra i due corpi cercando di non farla cadere (in piedi, seduti, camminando, ecc.). Le varianti possono essere diverse.
 
 
QUATTRO - Caccia al colore. Si dispongono in due scatoloni separati, uno per gruppo, uno stesso numero di palle di diverso colore, ma uguali per dimensione e peso. Quando l'insegnante mostra o nomina un colore, uno o più bambini corrono verso lo scatolone del proprio gruppo, cercando di portare all'insegnante, nel tempo più breve possibile, il maggior numero di palle del colore indicato.
 
 
CINQUE – Lo scuolabus. Dai diversi oggetti colorati alla ricerca dei tre colori del semaforo che lo scuolabus incontra nel tragitto verso scuola e verso casa. La maestra alla guida mentre i bambini seguono e imitano le direzioni, le curve, le fermate al rosso, il via al verde. Pronti ? Si parte !
 
 
SEI - Palla sul tappeto. A turno, per gruppi non troppo numerosi, i bambini lanciano liberamente alcune palle (meglio se di spugna, leggere o sgonfie), cercando di farle fermare su un tappeto o un materassino posto a una certa distanza
.
Variante. Avvicinati - «Vediamo chi si avvicina di più al tappeto, lanciando la palla, ma senza finirci sopra!».
Per i più grandicelli. Centro ! - Saltare dalla panca dentro il cerchio a terra, centrando il bersaglio.

Variante. Saltare come sopra, ma centrando il cerchio tenuto leggermente sollevato e orizzontale dal maestro.
 

SETTE - Sono vicini/sono lontani (verbalizzare). Disporre oggetti e cose vicini o ontani rispetto a punti di riferimento, .ti bambini, al maestro. Spostare gli oggetti, i bambini, il punto di partenza,ecc.
 
Variante – Guardare dove sono le cose, chiudere gli occhi e cercare di ricordare dove le abbiamo messe. 
 
OTTO  - Prima e dopo. «Lasciate cadere le pallette colorate: se dico `prima', cercate di prenderle prima che tocchino terra; se dico `dopo', prendetele quando si trovano già a terra». 
 
Variante. Battere le mani prima che... dopo che...; sedersi prima che... dopo che...; ecc.
 
 
NOVE - L'equilibrista. Imitando l'equilibrista del circo, l'insegnante invita i bambini a stare in piedi su un solo piede, all'interno del proprio cerchio, quindi sulle righe, su un ceppo, sulla panca, con l'aiuto dell'adulto o di un compagno.
 
Variante - I sassi. Disposti alcuni sassi o ceppi, anche in maniera irregolare per non bagnarsi, l'insegnante invita i bambini a camminare mettendo un piede dopo l'altro sui sassi (ceppi), fino ad arrivare a una meta all’asciutto.
 
 
Variante. Disporre i ceppi o i cerchi in fila uno dopo l'altro a distanza uguale o disuguale Quindi, invitare i bambini a camminare come prima, ma affrettando il passo, variandone l’ampiezza.
 
DIECI – Passo sopra o passo sotto ? L’insegnante chiede ai bambini di scegliere di passare sopra le panchette o sotto le gambe del compagnetto andando in senso inverso e viceversa.
 
Variante: In quanti modi passo sopra la panca ?
 
 
UNDICI – I trasporter. I bambini esplorano l'ambiente e gli oggetti predisposti, mentre l'insegnante ne osserva il comportamento motorio. Un materassino viene utilizzato per posarvi alcuni giocattoli, mentre altri bambini provano a trascinarne un altro con un compagno sopra . L'insegnante rileva come gli schemi utilizzati siano in questa fase quel del camminare, trascinare, spingere, trasportare.
 
 
DODICI - Portapersone. Dopo aver trasportato oggetti, si possono portare anche i compagnetti ? Nelle due figure sono illustrate alcune delle  risposte dei bambini che giocheranno alla slitta, alla carriola, al risciò, al carrettino, usando le materassine, la loro forza e la collaborazione.
 
 
TREDICI - Predisponendo i medesimi attrezzi usati dai bambini nei giochi precedenti, l'insegnante descrive e porpone loro di eseguire alcuni giochi complessi: si comincia nella prima stazione dove i bambini eseguono dei saltelli in settori numerati (campana); seguirà un salto in basso sul materassino, dopo aver salito tre gradini di panchette, per proseguire con una vera e propria gara di corsa, trasportando a coppie un materassino, con punto di partenza e punto di arrivo.
 
 
In conclusione, attraverso il percorso metodologico-didattico che fa da fil-rouge alla didattica e usando sempre i medesimi attrezzi nel corso delle diverse attività praticate dai bambini, i diversi metodi didattici permettono di passare dalle risposte motorie più diversificate (metodi induttivi) a quelle più precisate e definite (metodi deduttivi). La strategia metodologicodidattica consiste nell'interazione tra metodi o, se si vuole, nella combinazione degli stili di insegnamento e nella relazione pedagoogica.
 
Alla prossima !                                           
fabrizio.m.pellegrini@gmail.com
 
Fonte: Fabrizio M. Pellegrini in Corpo, movimento, salute 2 - La prima infanzia - Treccani IEI - CONI - Roma 1993