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Perch leducazione fisica non unisola.
… Eh, già
Sembrava la fine del mondo
Ma sono ancora qua
E non c'è niente che non va
Non c'è niente da cambiare…
(Eh già – di Vasco Rossi)       
     
In premessa
Non vi nascondo che la rincorsa verso il focus del tema avrà riferimenti e connotazioni personali; spero tuttavia che non sia noiosa a partire dalla ipotesi di similitudine  tra l’educazione fisica e un’isola.
 
Sono nato in quella terra che Luigi Pirandello descrisse con la frase “Sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso.”
 
Credo che la difficoltà tutta continentale nel fare fatica a comprendere il senso antropologico dell’insularità faccia parte di una sorta di retaggio antico, quasi omerico (Ulisse e la sua Itaca) e poi Napoleone a Sant’Elena e Edmond Dantes a Montecristo e ancora Ventotene come Lipari o Pianosa dove si scontavano le condanne dei tribunali speciali o da ultimo Lampedusa, l’isola della “umana pietas”fino alla narrazione dell’isola di Arturo di Elsa Morante che poi sarebbe l’isola di Procida. 
 
Per chi poi dovesse essere è interessato al tema fantastico ci sarebbe anche l’isola di Peter Pan (anche come sindrome di chi non vuolwe crescere) e per il gusto della TV monnezza ci sarebbe l’isola dei famosi … a chi piace !
 
E’ pur vero che in ogni isola c’è il problema tutto proprio dello sfondo, dell’orizzonte, del mare vissuto non come balneazione vacanziera ma differentemente come ciò che ci divide, ma attraverso cui ci si lega. Ovvero, riguardo la Sicilia per citare Gesualdo Bufalino (in “Viaggio in Sicilia” di Guy De Maupassant) “ Ciò che definisco come isolitudine”, intraducibile condizione dello spirito e consapevolezza antropologico-culturale, che da sole aiutano a vivere “il difficile lusso d’essere siciliani”. 
 
Che ci azzecca tutto questo con l’educazione fisica ? 
Ma veniamo all’educazione fisica e all’affermazione convinta ch’essa non sia di fatto un’isola nel mare pedagogico delle educazioni, il che vuole rappresentare intanto un auspicio, una raccomandazione, una sollecitazione, che tuttavia si può ritrovare nelle radici delle indicazioni istituzionali dal 1985 a oggi.
A causa delle le radici storiche e culturali scaturite dall’ideologia di un ventennio auspicabilmente irripetibile che ha fatto rischiare per anni una sorta di “isolamento pedagogico”della disciplina, fino ai Nuovi Programmi dell’85 non c’era  stato alcun serio approccio circa la collocazione educativa dell’educazione fisica relegata nei programmi di allora in un angolo isolato appunto, assieme all’educazione morale e civica. 
 
Cogliamo invece fin dalla riforma del 1985 la scelta istituzionale della “collocazione pedagogica” dell’educazione fisica in ragione di tre focus o fix oggi caratterizzanti e indiscutibili.
  • Il primo elemento, “forte e rigoroso” (Cesare Scurati – Relazione Commissione Programmi Didattici Scuola Elementare – Roma -1985) lo si ritrova a chiare lettere nel testo degli allora nuovi programmi didattici per la scuola elementare del 1985, dove si afferma che:
“La scuola elementare mentre considera il movimento, al pari degli altri linguaggi, totalmente integrato nel processo di maturazione dell'autonomia personale, tiene presenti gli obiettivi formativi da perseguire in rapporto a tutte le dimensioni della personalità:
- morfologico-funzionale;
- intellettivo-cognitiva;
- affettivo-morale;
- sociale.
Da qui in poi di fatto l’educazione fisica, che nella scuola elementare di allora venne connotata e definita per decenni e forse ancor oggi come “la motoria” non è più un’isola in quanto si colloca “alla pari con gli altri linguaggi educativi”. E si tratta certamente delle radici di quella che poi divenne negli anni a seguire la progettualità feconda di ricerche e sperimentazioni pluriennali dell’Alfabetizzazione motoria e del Giocosport per parte CONI e del Perseus del MIUR.
  • Il secondo è costuito dal suo  riconoscimento nell’ambito delle indicazioni per il curricolo del settembre 2007 in cui viene sancita l’appartenenza, assieme all’educazioni linguistica, a quella musicale, a quella coreutica ed  a quella iconica ed artistica, dell’educazione fisica e sportiva  all’area disciplinare “linguistico artistico espressiva”dove è connotata come “corpo, movimento e sport”.
  • Il terzo riguarda la circostanza che vede confermata la dimensione pedagogica unitaria delle “Indicazioni per il Curricolo”(2012) e “Le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”  (2017)  riguardo il continuum tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado all’interno del “Primo Ciclo d’Istruzione”. Indicazioni che vedono la presenza esplicita e pervasiva dell’Educazione Fisica dalla materna alla media in quanto “il corpo e il movimento sono inclusi tra gli strumenti per la cittadinanza”.
E sin qui ci siamo. Grazie agli ancoraggi che ci vengono dai programmi nazionali prima e dalle indicazioni nazionali poi, E.F.: non è un’isola. Tuttavia e purtroppo ciò non basta. Anzi non è sufficiente quale semlice“conditio sine qua non”. Occorre difatti consolidare la sua epistemologia in quanto disciplina educativa. 
La dimensone epistemologica
La dimensione epistemologica è di forte rilevanza perché aldilà delle specificità proprie della disciplina si evidenzia la sua appartenenza ai modelli pedagogici richiamati dai programmie dalle indicazioni e ne  connota il senso di appartenenza alla dimensione educativa e formativa.
Ne conseguono definizione e ambito secondo i quali l’educazione motoria, fisica e sportiva nei diversi ordini e gradi d’istruzione compresi nel primo ciclo d’istruzione è costituita dall’insieme delle strategie, delle procedure, delle metodologie, delle didattiche, dei mezzi e dei contenuti attraverso cui s’intende favorire in quest’ambito il massimo sviluppo e  la migliore crescita culturale della persona e l’affermazione dei suoi diritti-doveri di cittadinanza.
L’azione educativa in quest’ambito disciplinare
  • Ha come prerequisiti lo sviluppo delle funzioni organiche, motorie, cognitive, emotive e relazionali.
  • Ha come destinatari, nessuno escluso, gli alunni e gli studenti dei diversi ordini e gradi di studio considerati nella loro totalià, unicità, diversità e identità antropologica e socio-culturale.
Ha come obiettivi lo sviluppo dei fattori della motricità in termini di schemi e capacità motorie e l’apprenidimento di conoscenze, abilità e competenze motorio-sportive attraverso:
  • Stili e metodi d’insegnamento efficaci sia di tipo induttivo che deduttivo
  • Metodiche di formazione e allenamento di tipo multilaterale generale e orientato
  • Mezzi e contenuti di carattere generale ad indirizzo multidisciplinare e disciplinare
Ha come caratteristiche pedagogiche proprie quelle di essere:
  • Intenzionale sul piano educativo e formativo
  • Progettata in coerenza con il piano dell’offerta formativa della scuola
  • Condizionata dal principio dell’unicità, singolarità e diversità della persona
  • Rispettosa dei tempi e dei modi individuali di sviluppo, crescita e apprendimento
  • Programmata a breve, medio e lungo termine
  • Connotata dal clima dell’accoglienza e dell’intenzionalità ludica e formativa
 
Non conclusioni 
Credo che il viaggio pedagogico verso e attorno all’isola che non c’è ( l’educazione fisica ) possa ritenersi concluso. Sul piamo geografico s’è scoperto che si tratta come minimo di una penisola. In fondo come quella che sempre geograficamente e morfologicamente rappresenta il nostro Bel Paese. E non è un caso.
Alla prossima !                                     fabrizio.m.pellegrini@gmail.com
 
Minibiblio
AA.VV. Corpo movimento prestazione-IEI- CONI – Roma 1983
AA.VV. Educazione Motoria di Base – IEI – CONI – Roma 1985
AA.VV. Giocosport – Serv.Prom.Sportiva – CONI – Roma 1990
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Bortolussi L. Cremonini M. Pellegrini F.M. – Easybasket – FIP – Roma 2012
Cremonini M. Pellegrini F.M. – Il minibasket – Emozione, scoperta, gioco –FIP- Roma - 2010
GallaHue D.L. –Phisical Education for Elementary School – MacMillan Publishing –N.Y- 1987
Giraldes M. Metodologia dell’Educazione Fisica – Ed Stadium – Baires 1968
Nichols B. – Moving & Learning – Times Mirror Mosby College Publishing- Boston 1990
Pila Telena A. Educazione Fisica e Sportiva – A.P.T. Madrid 1976