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La Virtus Bologna ha presentato il suo nuovo allenatore

La Virtus Bologna ha presentato il suo nuovo allenatore «VOGLIO TUTTO» Djordjevic: «Non sono qui per piazzarmi, ma per vincere titoli e trofei. E a Sacripanti dico...» di Luca Muleo

BOLOGNA - Comincia dal ricordo di Alberto Bucci, «un grande uomo, un pilastro del basket che ho conosciuto da avversario e apprezzato moltissimo». Dedica un pensiero al suo predecessore, «è la parte più brutta del nostro lavoro. Ma sono sicuro che Sacripanti lo ritroverò e presto mi batterà (usa un'espressione più colorita ndr) come ha fatto spesso». Poi fa capire perché è stato il candidato preferito dalla Segafredo. «Non corro per piazzarmi, ma per vincere titoli, trofei, medaglie». Aleksandar Djordjevic e la Virtus hanno le stesse ambizioni.

L'emozione di tornare a Bologna, dopo gli anni da giocatore in Fortitudo?
«Sono orgoglioso di cominciare in questa società, capisco tutto il peso che la maglia e la storia della Virtus hanno. Ho tanta ammirazione verso la storia di questo club e dico che va onorata. Pero’ arche che voglio sfidarla, tra grandi allenatori e presidenti voglio cercare di fare meglio, sarà la mia missione qui fino all'ultimo giorno, mi sveglierà ogni mattina con l'obiettivo di portare la Virtus dove ho bene in mente. Non guardo l'albero senza vedere la foresta».

Ha avuto solo 24 ore prima di Le Mans, cosa può fare?
«Spero non danni. Il poco tempo era una delle perplessità quando abbiamo iniziato a parlarne. Qualcosa dovrò cambiare, in prospettiva mi piacerebbe mettere il mio timbro. Per ora mi aspetta una lunga notte in sede per studiare gli avversari».

Come ha trovato il gruppo?
«Ogni giocatore sa che quando cambia l'allenatore qualcosa non va bene. Spero si responsabilizzano, da qui si deve ripartire, ognuno di loro può fare di più, il mio compito è tirarlo fuori da tutti. Se puntiamo il dito contro qualcuno, bisogna puntarne tre contro noi stessi. Le scuse non mi sono mai piaciute».

Chalmers come sta?
«Oggi è lontano dalla condizione per fare la differenza, nelle prossime settimane, in forma, porrebbe farla. E' un ragazzo straordinario, gli mancano le partite, le sensazioni del campo».

E' sembrata una squadra scollata negli ultimi tempi, le pare?
«Non sarei qua se non ci fossero problemi del genere. Alcuni giocatori forse non hanno vissuto le pressioni che ci sono qui. Devo dargli questo coraggio. Partendo dalle cose buone. Quelle viste nel pareggio contro Le Mans, la stessa partita di Cantù. In una squadra contano gli atteggiamenti, come uno ti saluta, ti abbraccia o ti porta a prendere un caffè, ti lancia l’asciugamano, appoggia chi gioca di più. Questa positività qualcuno forse non l'ha ancora assimilata. Quando abbiamo problemi nella vita chiediamo aiuto a famiglia e amici per primi, dobbiamo creare questo. In tutte le società storiche ci sono relazioni del genere, mi sono innamorato dell'Italia proprio per questo».

Ha risposto al messaggio di Mihajlovic?
«E’ venuto a Torino e ho perso, meglio che mi venga a trovare a casa. Scherzo, è un grandissimo amico da quando eravamo giovani, ci tengo a lui perché è una persona vera».

Il suo palmares da giocatore vincente aumenta le aspettative?
«Mai parlato della mia vita precedente. La storia è li, non si cancella, va bene per le statistiche. Mai paragonare Jordan a Lebron Come dice Madonna, express yourself».

Uscire di nuovo dal tunnel del PalaDozza sarà emozionante?
«Tornare qui non mi lascia indifferente. Quando parlerò ai giocatori per convincerli a venire qui, dirò che a Bologna ho passato i due anni più belli della mia vita da giocatore».

Danilovic cosa le ha detto?
«In bocca al lupo fratello».

corriere dello sport - Pag.37 - 13 marzo 2019

Foto Ciamillo-Castoria