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Da destra a sinistra, lo puoi fare. Cambiare le convinzioni per vincere

Riccardo Pittis è sicuramente uno dei giocatori più forti e noti del basket italiano, ne ricordiamo alcuni dati perché ci saranno utili per la storia che voglio raccontarvi.

Ha giocato prima a Milano e poi a Treviso tra la metà degli anni ‘80 e i primi anni 2000: 5 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 medaglie d’argento agli Europei con l’Italia tra i successi più importanti in 20 anni di carriera, conclusi con il record di tutti i tempi di palle recuperate.

A lui sono collegati molti aneddoti interessanti, come il suo esordio da giovanissimo grazie ad un Dan Peterson visionario o gli anni di spogliatoio condiviso con D’Antoni, Meneghin, Premier e gli altri big dell’Olimpia Milano.
Ce n’è uno in particolare però che resta esemplificativo dell’importanza dell’atteggiamento mentale nello sport e in generale nella vita.

A circa 30 anni, Pittis ebbe un problema fisico alla mano destra, quella con cui tirava, impedendogli praticamente di poter continuare a giocare come prima.
Difronte all’ipotesi di un ritiro, ha elaborato invece un’alternativa: iniziare a tirare con la mano sinistra.
Per un giocatore in età evoluta, e soprattutto per un tiratore, cambiare la mano è qualcosa che la maggior parte dei giocatori ritiene, o riteneva, impossibile.
Come racconta lui stesso, e come è ovvio che sia, all’inizio “spadellava” abbastanza, ma con la costanza dell’allenamento e con la determinazione data dalla voglia di continuare a giocare, prosegui la sua carriera per altri 5 anni tirando con la mano sinistra.

Cosa ci insegna questa storia?
La vita di ognuno di noi è regolata da convinzioni che definiscono quello che facciamo e non facciamo, disegnano il perimetro delle nostre azioni.
Alcune convinzioni sono potenzianti: ci danno sicurezza, ci consentono di raggiungere obiettivi o realizzare imprese; altre sono de-potenzianti, come quella di un giocatore che è convinto che in un campo gioca sempre male oppure che contro un determinato avversario farà una brutta partita “come sempre”.

La convinzione ad esempio di non poter tirare bene con entrambe le mani o di non riuscire ad eseguire un movimento anche con la mano ritenuta “debole” è tipica dei giocatori e ne limita fortemente le potenzialità, tanto che in allenamento non dedicano il giusto tempo ad acquisire questa “arma” in più.
Con l’allenamento mentale riusciamo a disinnescare le convinzioni de-potenzianti e, al contempo, a sviluppare quelle potenzianti.
L’aneddoto di Pittis sulla mano sinistra è, insieme ad altri, la base di partenza di un videocorso chiamato “The Champion And The Coach” che Riccardo ha realizzato con Livio Sgarbi, il riferimento in Italia per lo Sport Coaching, con oltre 25 anni di esperienza.
Nel videocorso gli aneddoti sono collegati a diversi argomenti di allenamento mentale nel basket sui quali Livio e Riccardo propongono esercizi.

Potete valutare e acquistare il videocorso cliccando qui