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Comunicazione preventiva e lul per istruttori sportivi

Nel mondo dell'associativismo sportivo si sta assistendo, negli ultimi mesi, a profondi cambiamenti relativamente alle modalità con cui ci si è sempre interfacciati nei confronti degli istruttori e di tutti coloro i quali prestano la propria attività all'interno dei centri  sportivi. 

Qualche anno fa si era soliti considerare tutti i soggetti che operavano all'interno delle realtà sportive destinatari dei cd 7500,00 . ( oggi 10.000,00 euro) . In pratica, si pagava con questo tipo di compenso sia l'istruttore, che il tecnico, che chi faceva le pulizie o il manutentore. Questa pratica, in realtà, era oggettivamente "forzata". 

L'articolo 67 Tuir indica espressamente " esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche e di collaborazione coordinata e continuativa di natura amministrativa - gestionale", escludendo di fatto chi opera come addetto alle pulizie. 

La corresponsione dei compensi sportivi ha dato adito, durante gli accertamenti, di numerose problematiche. Un primo tentativo di riordino risiede della lettera circolare 1 del dicembre 2016, a cura dell'Ispettorato nazionale del Lavoro, che ha indicato espressamente la possibilità di applicazione di tali compensi, previ due requisiti fondamentali: 

1.Qualifica di chi eroga il compenso;

2.Natura delle prestazioni svolte. 

Le collaborazioni sportive sono inquadrate, con evidenza indicata nei commi 358 e 359 della Legge 205/2017 ( legge di Bilancio 2018 ) come collaborazione coordinata e continuativa, collocandola fra i redditi diversi , senza versamento di contributi Inps e Inail di cui all'articolo 67, comma 1, lettera M Tuir e riguardano ( a norma articolo 2 del D. Legs 81/15) i rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo .

Questo significa  che la disciplina in esame non è comunque applicabile a quelle attività dalle quali potrebbe derivare un reddito di lavoro subordinato o di esercizio di arti o professioni.

Ne consegue che le sportive non lucrative non godranno di una “presunzione” di qualificazione del rapporto quale collaborazione coordinata o continuativa ma potrà essere ritenuta tale solo quella che non possa ricadere nella fattispecie del lavoro subordinato o nell’attività professionale a tutti gli effetti.

Il riferimento all'articolo 2, comma 2, lettera d) del D.lgs 81/15 operato dal comma 358  comporta l'obbligo, nei confronti di tutti i soggetti a cui saranno corrisposti i compensi sporivi, ivi compresi gli atleti, di provvedere all'iscrizione nel libro unico del lavoro, a: 

• comunicazione centro impiego;

• rilascio del cedolino paga.  

(vedasi circolare 4746 del 14/02/2017 del Ministero del lavoro e della previdenza sociale che ha affermato che devono ritenersi incluse nell'obbligo di comunicazione le prestazioni sportive di cui all'articolo 3 della Legge 89/1981 , e se svolte in forma di collaborazione coordinata e continuativa le collaborazioni individuate e disciplinate dall'articolo 90 della Legge 27/12/2002 n. 289, concetto ribadito dall'Interpello 22/2010)

Fonte: CONSULENTI DELLO SPORT