0057 - Fabio Corbani: allenamento giovanile

Più fondamentali, più errori, più felicità.

Il 25/09/2017 abbiamo assistito al clinic PAO tenutosi a Roma, ove tra gli interventi proposti era prevista una parte dedicata all’allenatore di Serie A2 della Virtus Roma Fabio Corbani.

Molti gli spunti, i consigli, le idee, riguardanti la metodologia di lavoro di un allenatore che insegna a delle categorie giovanili.

Andiamo di seguito a riportare una “sbobinatura” del suo intervento, scusandoci ove non riproposte fedelmente le parole del Coach, credendo tuttavia che possano rappresentare un’utile lettura da cui trarne valore.

Qual è l’obiettivo di un allenatore?

Lo scopo che ogni allenatore dovrebbe avere e portare con sé in palestra è quello di migliorare ogni SINGOLO GIORNO il bagaglio del proprio giocatore. Mandarlo a casa a fine allenamento con uno strumento in più da utilizzare successivamente in partita.

Tecnica ed Istruzione Individuale
1) Il 90% delle correzioni è “dedicato” ad istruire i giocatori su gesti tecnici, come un corretto movimento di tiro;
2) Quello che fa la differenza non è la tipologia o il numero degli esercizi, ma le continue correzioni, portate in diverse modalità dagli allenatori (enfasi utilizzata nel dire le cose, intensità, modulazione della voce) durante TUTTO LO SVOLGIMENTO DELLA SEDUTA;
3) Quindi: pochi esercizi, molte ripetizioni, molte rapide correzioni.

Vediamo un esempio di quello appena detto, un esercizio molto semplice che tramite una progressione di difficoltà e di “richieste” diventa via via più complicato da eseguire per i nostri giocatori.
 

Diagramma 1

Descrizione: giocatori con palla, partono da dietro la linea di metà campo ed eseguono uno slalom in mezzo ai birilli cambiando di mano; concludo in terzo tempo, prendono il proprio rimbalzo ed in palleggio si dirigono nell'altra metà campo dove svolgeranno lo stesso esercizio.

Progressione: al fine di aumentare la difficoltà e l'intensità dell'esercizio, dopo alcune ripetizioni faccio notare ai giocatori che devono guardare il ferro quando eseguono l'esercizio; posso chiedere di effettuare i cambi di mano alla loro massima velocità (noteremo alcuni giocatori perdere il pallone); oppure cambiare il cambio di mano da frontale ad in mezzo alle gambe o la tipologia di conclusione a canestro.

FOCUS:
velocità con cui i giocatori eseguono i fondamentali ed intensità nei cambi di velocità.

Diagramma 2

Descrizione:
giocatori disposti su due file a fondocampo con una palla; discesa a due fino alla linea di fondocampo opposta.

Progressione: anche qui la richiesta che posso fare ai giocatori può variare e diventare via via più "difficile": mantenere la stessa distanza che i giocatori hanno da quando partono a quando arrivano; dopo aver effettuato il passaggio i due passi successivi devono esser eseguiti accellerando e cambiando di velocità; passare la palla al compagno facendola uscire "velocemente dalle mani", senza sfruttare il passo mentre sto correndo; palleggiare con la mano esterna e passare la palla; palleggiare con la mano esterna, passare il pallone ed effettuare il cambio di velocità.

Obiettivo degli esempi: far capire come lo stesso esercizio lo possiamo riproporre per farla diventare una proposta di alto livello, inserendo la CURA DEI DETTAGLI PER I FONDAMENTALI.

Organizzazione dell’allenamento

1) Preparazione scritta e dettagliata della seduta (difficile improvvisare ed andare “a braccio”);
2) Ottimizzazione dello staff a disposizione: se dispongo di un Assistente, facendogli dirigere una parte dell’allenamento; il Preparatore Atletico lavora 30’ min. precedenti la seduta con esercizi individualizzati.

Cosa credo che serva all’interno di un allenamento giovanile?

I ragazzi, ma soprattutto i bambini, devono TOCCARE IL PALLONE PIU’ VOLTE POSSIBILE durante l’allenamento. Dobbiamo dare loro più ESPERIENZE, sia dal punto di vista motorio che tecnico.

Se invece di fare 5c5 per mezz’ora, dove 1 ha la palla (e se sono bambini e siamo fortunati, 1 e l’amico hanno la palla) e gli altri 9 no, preferisco far svolgere ai miei ragazzi tanto 1c1, 2c2, 3c3, perché in questo modo TUTTI TOCCANO IL PALLONE e si sentono PROTAGONISTI dell’allenamento e del gioco.

Questo permetterà loro di eseguire più fondamentali, di commettere più errori, ma al contempo di uscire dalla palestra FELICI.
 

Vuoi vedere altre cose di Coach Fabio Corbani? Ecco la sua lavagna tecnica ed il clinic attacco alla zona:

 

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