0037 - 1c1 difesa su uomo con palla - G.Consolini

Difendere 1c1, signica pretendere che il nostro giocatore non si adegui al “livello” dell’attaccante. Decisamente negativo sarebbe infatti, se i nostri giocatori difendessero 1c1 sperando nell’errore dell’avversario, speculando sull’incapacità dell’attaccante, che potrebbe essere dovuta a molteplici fattori, tecnici o fisici che siano. Se con la nostra difesa ci adeguiamo a questo, prepariamo i ragazzi a difendere contro “giocatori scarsi”. Mentre il nostro obiettivo è quello di prepararli sempre contro giocatori bravi, dandogli giornalmente degli strumenti in grado di stimolarli di continuo.

Per questo per esempio, non credo che una “difesa di contenimento” per dei ragazzi under 13 sia stimolante; credo invece che lo sia una difesa che abbia un obiettivo facile e specifico: portare via la palla al tuo avversario (e non contenere). A livello giovanile i ragazzi dovrebbero essere “sguinzagliati” per mettere in difficoltà il più possibile l’attacco avversario: non sarà quindi decisivo l’errore di un nostro giocatore, se questo ha provato ad anticipare l’avversario, o si è sbilanciato perché ha provato a prendere il pallone: la cosa veramente importante è l’atteggiamento del nostro giocatore e le emozioni che prova in campo.

Per gli esercizi che seguiranno di 1c1 difensivo, vedremo alcune situazioni ove l’attacco subisce delle limitazioni, al fine di agevolare e stimolare l’atteggiamento del difensore:
temporali (es. attacco può concludere entro 5 sec.); spaziali (es. attacco può giocare solo in un quarto di campo); relative alla mano o al lato in cui viene e effettuato l’esercizio (es. a sinistra sicuramente un maggior numero di attaccanti si sentirà “meno sicuro”).

Esercizio 1: posizionamento e distanza dall’attaccante

Descrizione: attaccante parte con palla sopra la testa, difensore dovrà stare attaccato a lui, con una mano che traccia il pallone e l’altra bassa. Quando l’attaccante abbassa la palla, difensore fa un “piccolo saltello” per adeguare la distanza, posizionandosi con il naso davanti al pallone. Effettuato tre volte questo movimento, si cambia attacco e difesa.

FOCUS: abitualmente sappiamo che il naso dovrebbe andare davanti alla spalla dell’attaccante, qui invece il relatore espone questa sua diversa “visione”, che insieme ad una mano “pronta” ad intercettare il cambio di mano e l’altra attiva per rubare il pallone, metteranno una forte pressione sull’attaccante.


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